75 anni luce
1934: la fondazione
Il 1° luglio 1934 la Reininghaus & Co. fu iscritta nel registro delle imprese, ponendo così la prima pietra del successo duraturo di ERCO, la fabbrica di luce. Arnold Reininghaus fondò la società assieme a Paul Buschhaus e Karl Reeber in tempi difficili, segnati dalla recessione e dalla disoccupazione. In pochi anni l'impresa assunse 6 dipendenti e diventò una media impresa di successo, che produceva industrialmente apparecchi per abitazioni e li distribuiva attraverso grossisti e dettaglianti. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 si dovette convertire la produzione per realizzare delle attrezzature militari, e poco prima della fine della guerra la sede dell'impresa venne distrutta nei bombardamenti.
Il fondatore: Arnold Reininghaus
(1907-2003)
Gli anni '50: ricostruzione e miracolo economico
12 anni dopo la fondazione, nel 1946, la società dovette ripartire da zero. Il cofondatore Paul Buschhaus era caduto in guerra, i suoi eredi vollero essere liquidati e Arnold Reininghaus e Karl Reeber continuarono l'attività da soli. Nel 1947, alla fiera di Hannover, che fu tenuta in delle tende, presentarono delle pagine dei cataloghi dell'anteguerra. Si cerò di riprendere contatto con i vecchi clienti, dispersi chissà dove dalla guerra. Con la ricostruzione e con il miracolo economico ci fu il balzo in avanti: ERCO diventò il più grande produttore europeo di apparecchi con sistemi di regolazione a molla.
I locali di produzione negli anni '50.
Produzione industriale in serie, il credo di Arnold Reininghaus.
Con ottimismo nel miracolo economico: Arnold Reininghaus con delle collaboratrici nel 1950 circa.
1963: inizia l'era Maack
A metà degli anni '60 Arnold Reininghaus chiamò suo genero Klaus Jürgen Maack nella direzione dell'impresa e gli affidò le ricerche di mercato, lo sviluppo dei nuovi prodotti e la comunicazione. Ai margini settentrionali della città di Lüdenscheid, su di un'area di circa 30000m², sorse il nuovo impianto di produzione e di amministrazione della società.
1968: luce più che apparecchiSulla base delle sue analisi sul mercato degli apparecchi di illuminazione Maack valutò con scetticismo le prospettive di ERCO. Il motivo era il mutare delle abitudini di vita dei tedeschi e dei loro vicini europei. Il crescere degli stipendi e di conseguenza del benessere della popolazione gli faceva pronosticare l'evoluzione del mercato verso una domanda di apparecchi di maggiore qualità. La sua strategia si focalizzò su 5 punti: ci si doveva concentrare soprattutto sulla luce, si doveva concepire dei sistemi di prodotti e non dei singoli apparecchi, la progettazione si doveva basare sulle conoscenze illuminotecniche, il design doveva essere concepito per essere attuale per almeno 10 anni e doveva essere realizzato da designer di fama.
La nuova filosofia prende forma: in primo piano nello stand fieristico del 1968 ci sono i giochi di luce sull'architettura e sulle forme, mentre gli apparecchi fanno un passo indietro.
Discussioni ai piani alti di ERCO verso la fine degli anni '60.
Dieter Witte ha realizzato il faretto TM, ancora oggi in produzione.
1974: assieme a Otl Aicher
Con il motto "Luce più che apparecchi" Klaus J. Maack si imbatté in uno dei più famosi designer del suo tempo: Otl Aicher (1922-1991). Dapprima si incontrarono per trattare sulle licenze per l'adozione dei sistemi di pittogrammi di Aicher per una serie di apparecchi segnaletici. Dalla reciproca simpatia e stima nacquero un sodalizio ed una collaborazione che durarono molti anni: il risultato fu un nuovo logo, il materiale a stampa, una brochure sull'impresa e i cataloghi che si sono sviluppati fino ad oggi, che diedero forma a quell'immagine di ERCO che nel tempo le procurò tanti riconoscimenti.
Un'icona del design degli anni '70: la serie di faretti di Roger Tallon, con il suo caratteristico involucro a rete.
La stele a base quadrata con la sfera è una reminescenza della "pietra della buona fortuna" nel giardino di Goethe, a Weimar, e diventa per ERCO il soggetto utilizzato nelle dimostrazioni con la luce e una sua immagine chiave.
Downlight con riflettore darklight antiabbagliamento: per la prima volta ERCO calcola il contorno di un riflettore con l'ausilio di un programma per computer.
Gli anni '80 e '90: nasce un marchio mondiale
Con il premio per il marketing tedesco il concetto "Luce più che apparecchi" ricevette una conferma ed un riconoscimento ufficiali. Nel frattempo l'impresa si espanse, il fatturato e l'export crebbero ed ERCO diventò una marca globale della luce, con progetti d'eccellenza in campo internazionale come la piramide di vetro del Louvre a Parigi o la Hongkong Shanghai Bank di Hong Kong. La collaborazione con le personalità di spicco del settore del design ispirò e motivò l'impresa, come dimostrano i numerosi riconoscimenti ottenuti per il design industriale, per la grafica e per la corporate identity.
Gli esperti illuminotecnici decidono: i tecnici ERCO testano i washer per soffitti per l'aeroporto Stansted di Londra, un progetto di Norman Foster.
Nel 1988 viene realizzato il centro tecnico a Lüdenscheid. Il progetto del Prof. Uwe Kiessler ha destato ammirazione nel mondo dell'architettura. Il briefing era durato solo il tempo di una frase: l'edificio doveva essere una "tuta per ingegneri".
Faretti a bassa tensione Oseris con il sistema di accessori: l'estetica di questo motivo pubblicitario è nata da una collaborazione con il fotografo Hans Hansen e il creativo della pubblicità Thomas Rempen.
L'era digitaleCon il boom di Internet, nel 1996 ERCO è uscito online all'indirizzo www.erco.com. Dopo l'incidente mortale di Otl Aicher nel 1991 lo sviluppo di un'immagine per i media digitali costituiva una prima grande sfida creativa che l'impresa ha dovuto affrontare da sola. Gli strumenti di illuminazione ERCO illuminano il nuovo Parlamento tedesco dopo che Norman Foster nel 1999 ha progettato la ristrutturazione del Reichstag di Berlino. L'elettronica digitale ha fatto il suo ingresso nella comunicazione e nella logistica, ma anche negli strumenti di illuminazione stessi.
tune the light: con questo appello, comprensibile a livello internazionale, ERCO vuole stimolare tutti gli utenti della luce a sfruttare le possibilità creative degli strumenti di illuminazione più evoluti
L'elettronica digitale fa il suo ingresso nella costruzione degli apparecchi di illuminazione: con la componentistica, ma anche con l'impiego dei LED come sorgenti luminose.
I sistemi di illuminazione sempre più versatili richiedono delle interfacce pratiche per gli utenti, come ad esempio il Light Studio, per la configurazione del Light System DALI.
Cosa ci riserva il futuro?Nel 2003 Tim Henrik Maack ha assunto tra i quattro direttori il ruolo di portavoce di suo padre. Egli ha fissato dei nuovi cardini della politica di prodotto, senza con ciò abbandonare i vecchi principi: il concetto di "luce più che apparecchi" continua ad essere fondamentale. L'introduzione della programmazione luminosa digitale con Light System DALI, al motto "tune the light", che significa illuminazione scenografica e comfort visivo efficiente, è il più importante rinnovamento degli ultimi anni. ERCO punta sulle nuove tecnologie come quelle dei LED, che costituiscono un?alternativa alle lampade comuni che elimina la manutenzione e consente risparmi energetici, investendo in modo massiccio in ricerca e sviluppo.
I quattro direttori di ERCO (da sinistra a destra): Dr. Dirk Stahlschmidt, Kay Pawlik, Tim H. Maack, Mark Oliver Schreiter.
Una rappresentazione più completa della storia imprenditoriale di ERCO è stata presentata nel Lichtbericht 88, scaricabile anche in formato PDF:
www.erco.com/lichtbericht
La presenza sul web con ERCO Light Scout è diventata un crocevia della logistica dell'informazione: tutte le informazioni sono disponibili sempre e dappertutto.
Già dal 2000 ERCO impiega i LED come apparecchi di orientamento. Oggi gli esperti sono concordi: i LED sono la sorgente luminosa del futuro.

