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Costanza

Come gli oggetti hanno uno stesso effetto nonostante la diversa illuminazione

Siccome per uno stesso oggetto, in seguito alla variazione dell'illuminazione, della distanza o della prospettiva, si hanno immagini sulla retina di diversa forma, dimensione e distribuzione della luminosità, ci devono essere dei meccanismi che consentono di identificare gli oggetti e le loro caratteristiche e di percepirli in modo costante. Per spiegare il funzionamento della percezione in questo caso non basta un unico semplice approccio. Sono proprio gli errori di percezione che offrono la possibilità di valutare i modi in cui la percezione funziona e gli obbiettivi che si prefigge.

Luminosità

Luminosità

La percezione del chiarore dell'area grigia dipende dall'ambiente circostante: per un ambiente chiaro lo stesso identico grigio appare più scuro che per un ambiente scuro.

Luminosità

Il fatto che l'area grigia venga percepita come un grigio chiaro se circondata dal nero e venga percepita come grigio scuro se circondata dal bianco è spiegato dall'elaborazione diretta degli stimoli percepiti - il chiarore deriva dal rapporto tra il chiarore dell'area grigia e quello delle aree immediatamente attorno ad essa. Ne risulta quindi un'impressione visiva che si basa esclusivamente sulle impressioni sensoriali prodotte dall'esterno e non viene influenzata dai criteri di classificazione mentali.

Andamento della luminanza

Andamento della luminanza

La continuità della luminanza sulla parete viene interpretata come una caratteristica dell'illuminazione, il grado di riflessione della parete viene percepito come costante. La tonalità di grigio della superficie a contorni nitidi viene invece interpretata come una caratteristica materiale, anche se la sua luminanza è identica alla luminanza dell'angolo della stanza.

Spazialità

Spazialità

L'impressione dell'ambiente è definita dall'incidenza della luce dall'alto.

Spazialità

Ruotando l'immagine variano i rilievi e le profondità.

Spazialità

La forma dell'ambiente può essere riconosciuta solo grazie alla forma delle ombre.

L'andamento della luminanza può derivare dalla forma dell'oggetto illuminato; esempi in tal senso sono le forme delle ombre caratteristiche di corpi solidi come i dadi, i cilindri o le sfere.

Struttura della parete

Struttura della parete

Su di una parete non strutturata le figure luminose diventano una figura dominante.

Struttura della parete

Su di una parete strutturata le figure luminose vengono invece interpretate come sfondo, e non vengono percepite.

Struttura della parete

I coni luminosi che non seguono la struttura architettonica dell'ambiente vengono percepiti come disturbi, come figure a sé stanti.

Struttura della parete

Luminanze non uniformi possono causare percezioni non chiare e fuorvianti. L'esempio mostra un cono luminoso proiettato sulle pareti in modo non regolare e senza tener conto dell'architettura. L'attenzione dell'osservatore viene deviata su di una forma creata dalle diverse luminanze che non è spiegabile né con le caratteristiche della parete, né come particolarità appositamente creata con l'illuminazione. Le luminanze dovrebbero quindi essere sempre riconducibili alle architetture dell'ambiente, soprattutto se non sono omogenee.

Cono luminoso

Cono luminoso

Cono luminoso

La posizione del cono di luce è decisiva perché esso venga percepito come sfondo o come forma fastidiosa. Il cono di luce che non corrisponde alle geometrie della superficie dell'immagine viene percepito come un disturbo, una figura a sé stante.

Percezione dei colori

Percezione dei colori Percezione dei colori

Percezione dei colori Percezione dei colori

Come per la percezione delle luminosità, anche la percezione dei colori dipende dai colori circostanti e dal tipo di illuminazione. La necessità dell'interpretazione delle impressioni cromatiche deriva soprattutto dalla presenza di colori in costante cambiamento nell'ambiente. Così i colori vengono percepiti costantemente, sia nella luce bluastra del cielo coperto che nella luce calda dei raggi diretti del sole - invece delle fotografie scattate nelle stesse condizioni mostrano le prevedibili discrepanze cromatiche in funzione del tipo di illuminazione.

Prospettiva

Prospettiva

L'interpretazione delle prospettive conduce ad un'illusione ottica. La linea verticale posteriore sembra più lunga di quella anteriore, pur essendo della stessa lunghezza.

L'errore nella valutazione di linee della stessa lunghezza mostra come la dimensione percepita di un oggetto non dipende solo dalla dimensione dell'immagine formata sulla retina, ma che si tiene conto anche della distanza apparente dell'osservatore dall'oggetto stesso. Al contrario gli oggetti di dimensioni note vengono anche utilizzati per stimare le distanze o le dimensioni di altri oggetti ad essi vicini. Nelle esperienze quotidiane il meccanismo è sufficiente per percepire in modo affidabile gli oggetti e le loro dimensioni. Così una persona molto distante non viene percepita come un nano ed una casa all'orizzonte non viene percepita come una scatola. Solo in situazioni estreme la percezione fallisce: dall'aeroplano gli oggetti appaiono minuscoli e gli oggetti a distanze ancora maggiori, come ad esempio la luna, danno un'immagine di sé totalmente inaffidabile.

Grandezza

Grandezza

Costanza della percezione delle dimensioni. Con l'interpretazione in prospettiva dell'immagine, nonostante le diverse grandezze delle immagini proiettate sulla retina, le dimensioni degli apparecchi vengono percepite come uguali.

Per la percezione delle dimensioni si ha anche un confronto della deformazione prospettica degli oggetti. I trapezoidi e le ellissi proiettate sulla retina vengono considerati tenendo conto dell'angolo con cui l'oggetto viene visto, per valutare se possano essere percepiti come proiezioni di oggetti solidi costanti, rettangolari o circolari.