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Scelta degli apparecchi

Determinare la corretta illuminotecnica per gli apparecchi

Con la scelta di un apparecchio per LED si ha al tempo stesso una decisione sulla tonalità della luce, su di un flusso luminoso e sulla potenza allacciata dell’apparecchio. Al contrario dei moduli LED fissi, in molti apparecchi si può facilmente sostituire l’ottica terziaria per modificare la distribuzione della luce. Molti faretti sono dotati inoltre della possibilità di comandare la luminosità dell’apparecchio mediante un potenziometro.

Di seguito sono spiegati i principali criteri per la scelta dell’apparecchio.

Distribuzione della luce

Distribuzione della luce

Illuminazione generale omogenea ottenuta con distribuzione della luce a fascio largo

Distribuzione della luce

Illuminazione differenziata ottenuta con la luce a fascio stretto dei faretti

generale – differenziata

Una illuminazione generale uniforme costituisce un concetto luminoso molto comune. Per l'illuminazione generale si possono impiegare apparecchi a fascio largo come i downlight e le strutture luminose. Un'illuminazione omogenea può essere ottenuta anche con l'illuminazione indiretta.
Un concetto luminoso che miri esclusivamente ad accenti luminosi isolati è invece un caso anomalo. Spesso l'illuminazione d'accento comprende delle componenti di illuminazione generale, per consentire una collocazione nello spazio degli oggetti illuminati. Spesso basta la luce diffusa dalle aree accentuate per illuminare sufficientemente l'ambiente circostante. Per l'illuminazione d'accento si utilizzano apparecchi che emanano una luce orientata, a fascio stretto. Si usano quindi i faretti mobili ed i faretti downlight direzionali.

Distribuzione della luce

Illuminazione diretta con luce orientata

Distribuzione della luce

L'illuminazione indiretta crea l'impressione di essere in un ambiente aperto

diretta - indiretta

L'illuminazione diretta consente un'illuminazione sia diffusa che orientata, un'illuminazione sia generale che d'accento. Con la luce diretta è possibile una progettazione illuminotecnica che consente una distribuzione differenziata della luce. Creando forti contrasti essa ottiene un'ottima plasticità degli oggetti illuminati.
Nell'illuminazione indiretta ci si orienta più verso un'illuminazione generale diffusa. L'illuminazione indiretta crea una luce tenue, molto omogenea, e provvede ad illuminare le superfici che delimitano un ambiente dando un'impressione di un ambiente aperto. Si evitano i problemi di abbagliamento diretto o di riflessi abbaglianti. Da un'illuminazione esclusivamente indiretta può derivare un effetto complessivo piatto e monotono dell'ambiente.

Distribuzione della luce

Distribuzione della luce a fascio largo per un'illuminazione indiretta

Distribuzione della luce

Luce a fascio stretto per l'accentuazione

largo – stretto

La decisione tra una distribuzione della luce a fascio stretto o largo è strettamente legata alla scelta tra un'illuminazione generale o differenziata. Gli apparecchi con un angolo di distribuzione sotto i 20° vengono definiti spot, sopra quella soglia vengono definiti flood. Nei downlight l'angolo di schermatura esprime anche l'ampiezza della distribuzione della luce. Una distribuzione della luce a fascio largo crea un maggiore illuminamento verticale.

Distribuzione della luce

Downlights con distribuzione della luce simmetrica per illuminazione di base

Distribuzione della luce

Wallwasher con distribuzione della luce asimmetrica per illuminazione uniforme delle pareti

Distribuzione della luce

Distribuzione della luce

simmetrica - asimmetrica

La distribuzione simmetrica della luce serve ad una illuminazione omogenea. La distribuzione della luce può essere a fascio largo nei downlight per l'illuminazione generale di superfici orizzontali. Nei faretti essa è a fascio stretto e serve per l'accentuazione. Gli apparecchi con distribuzione della luce asimmetrica sono adatti ad una distribuzione della luce uniforme sulle superfici laterali. Gli apparecchi che tipicamente sono dotati di tali caratteristiche sono i wallwasher ed i washer per soffitti.
Per apparecchi ad irradiazione a simmetria assiale, come le strutture luminose, si forniscono due curve di distribuzione dell'intensità luminosa.

Distribuzione della luce

Illuminazione orizzontale di postazioni di lavoro

Distribuzione della luce

L'illuminazione verticale mette in rilievo la struttura della facciata

orizzontale – verticale

La focalizzazione su di un'illuminazione orizzontale è spesso conseguente alla scelta di una luce funzionale, orientata all'utilità. Ciò vale ad esempio per l'illuminazione delle postazioni di lavoro, per le quali la progettazione luminosa è concentrata soprattutto sull'illuminazione omogenea di compiti visivi orizzontali. Le componenti di illuminazione verticale derivano in questo caso soprattutto da una luce diffusa riflessa dalle superfici orizzontali illuminate.
Anche la scelta di un'illuminazione principalmente verticale può essere condizionata da principi di funzionalità nell'illuminazione di compiti visivi verticali, ad esempio scaffali, lavagne da muro o dipinti. Spesso però è mirata ad una definizione dell'ambiente visivo. Si cerca cioè di creare una luce che metta in risalto le caratteristiche e le peculiarità dell'ambiente visivo. Ciò vale sia in riferimento all'architettura, le cui strutture possono essere evidenziate con illuminandone le pareti, sia sottolineando e modellando gli oggetti nell'ambiente.

Distribuzione della luce

Distribuzione della luce

Realizzazioni speciali

Nella maggior parte dei casi la scelta degli apparecchi si limita a prodotti di serie, in quanto vengono consegnati in tempi brevi, hanno prestazioni collaudate e sono stati testati sotto il profilo della sicurezza. Anche nel caso di costruzioni particolari, come negli impianti di illuminazione integrati nelle architetture (ad esempio nelle illuminazioni a volta o nei soffitti luminosi) si impiegano di solito apparecchi standardizzati. Per illuminazioni più impegnative, grandi progetti rappresentativi si possono prendere in considerazione anche produzioni speciali o sviluppi di nuovi prodotti. Sia l'inserimento estetico degli apparecchi nell'architettura e nell'allestimento dell'ambiente, sia la soluzione di complessi problemi illuminotecnici possono quindi avvenire su progetto, distinguendosi dagli impianti che impiegano apparecchi prodotti in serie. Oltre ai costi di sviluppo aggiuntivi si deve però tener conto soprattutto dei lunghi tempi di attesa per la consegna degli apparecchi di illuminazione.

Colore della luce

Colore della luce Colore della luce

Colore della luce Colore della luce

Il colore della luce di un apparecchio dipende dal tipo di lampada utilizzato. Nell‘ambito delle tonalità di bianco si ha una suddivisione in bianco caldo (3000K) e bianco neutro (4000K).
Si possono ottenere altre tonalità di luce bianca o altri colori della luce con gli apparecchi con tecnologia RGB o con tecnologia varychrome RGBW.
Negli apparecchi con tecnologia RGB con la sintesi delle sorgenti luminose nei colori base rosso, verde e blu è possibile ottenere una molteplicità di colori.
Gli apparecchi varychrome RGBW sono dotati, oltre che dei led rossi, verdi e blu, anche dei LED bianco caldi, il che migliora in modo determinante la resa cromatica.
Gli apparecchi con LED colorati sono di norma comandati con un sistema DALI. In tal modo è possibile anche una variazione cromatica dinamica, oppure l’impostazione fissa di un colore molto saturo o di un bianco caldo o freddo.

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Per la disposizione degli apparecchi nell'architettura vi sono due principi di base tra loro contrastanti che, oltre ad assegnare all'impianto di illuminazione una diversa funzione estetica, offrono anche diverse possibilità illuminotecniche. Da un lato si ha un tentativo di integrare il più possibile gli apparecchi nell'architettura, dall'altro lato si ha un approccio che aggiunge gli apparecchi ad un'architettura come elementi a sé stanti. Entrambi i concetti non vanno comunque considerati come approcci rigidi, vanno piuttosto considerati come i punti estremi di una scala di possibilità tecnologiche e di allestimento che ammette anche delle posizioni intermedie. La decisione per un impianto di illuminazione fisso o flessibile si distingue dalla decisione tra una soluzione integrata o additiva; in essa inoltre non sono tanto importanti i punti di vista estetici, quanto le esigenze illuminotecniche dei compiti visivi.

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Illuminazione integrata

Con un'illuminazione integrata l'apparecchio passa in secondo piano rispetto all'architettura; gli apparecchi sono visibili solo per gli schemi formati dalle loro aperture sulle pareti o nel soffitto. La progettazione si concentra sull'impiego degli effetti luminosi generati dagli apparecchi. Un'illuminazione integrata si adatta facilmente ai diversi ambienti e facilita il compito di adattare esteticamente gli apparecchi all'ambiente. Per sua natura l'illuminazione integrata costituisce d'altra parte una soluzione rigida. Una modifica dell'illuminazione può avvenire solamente con la programmazione luminosa o con l'orientamento dei tipi di apparecchi mobili. Gli apparecchi utilizzati per questa soluzione sono gli apparecchi da incasso a soffitto o nelle pareti.

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Illuminazione additiva

Nell'illuminazione additiva gli apparecchi costituiscono degli elementi a sé stanti. Oltre alla progettazione degli effetti dell'illuminazione, diventa importante anche la scelta degli apparecchi e la loro disposizione nell'architettura; si va quindi dall'adattamento alle strutture presenti fino alle ripercussioni sull'aspetto complessivo dell'ambiente. Al guadagno in flessibilità si contrappone il compito di adattare l'immagine estetica dell'impianto di illuminazione all'ambiente e di evitare che la mescolanza di diversi tipi di apparecchi o una loro disposizione confusa costituiscano un elemento di disturbo. Gli apparecchi utilizzati per questa soluzione sono i faretti, le strutture luminose e le lampade a sospensione.

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Illuminazione fissa

Con gli apparecchi ad installazione fissa è possibile ottenere diversi tipi di distribuzione della luce, ad esempio con lampade orientabili come i faretti downlight direzionali. Nella progettazione si deve controllare attentamente la disposizione degli apparecchi perché una successiva modifica della posizione delle lampade ad incasso è molto dispendiosa.

Tipi di montaggio

Tipi di montaggio

Illuminazione flessibile

Si può ottenere un'illuminazione flessibile in diversi modi. La più ampia flessibilità, necessaria ad esempio per l'illuminazione di esposizioni sempre nuove o l'illuminazione di aree di presentazione, viene ottenuta con l'impiego di faretti mobili fissati su binari elettrificati o su strutture portanti. In questo caso è possibile un nuovo orientamento ed addirittura uno spostamento o una sostituzione dell'apparecchio.

Luminanza

Luminanza

Luminanza

Abbagliamento

Con gli apparecchi orientabili come i faretti o i downlight orientabili gli effetti di abbagliamento dipendono anche dalla distribuzione della luce dell'apparecchio, ma l'abbagliamento deriva soprattutto da un orientamento non adeguato dell'apparecchio.
Negli apparecchi ad installazione fissa come i downlight o le strutture luminose si deve distinguere tra la limitazione dell'abbagliamento diretto e la limitazione dei riflessi abbaglianti. Per l'abbagliamento diretto la qualità delle misure antiabbagliamento dipende dalle caratteristiche di distribuzione dell'apparecchio. Nei downlight il comfort visivo dell'apparecchio aumentano all'aumentare dell'angolo di abbagliamento in seguito alla limitazione dell'abbagliamento.

Luminanza

Luminanza

Dalla proiezione della superficie di valutazione sul soffitto si ha l'area nella quale gli apparecchi possono influenzare negativamente la resa del contrasto.

Norme

Per l'illuminazione delle postazioni di lavoro si hanno delle norme che fissano gli angoli minimi di antiabbagliamento o le luminanze massime degli apparecchi per dati angoli di distribuzione; per le postazioni di lavoro dotate di monitor si hanno delle norme a parte. Si può considerare come critica la parte del soffitto che sarebbe vista dall'utente in uno specchio che ricopre la superficie di lavoro. Per apparecchi con riflettori a specchio la limitazione dell'abbagliamento diretto è migliore con maggiori angoli di schermatura. Lo standard prevede angoli di antiabbagliamento delle lampade di 30° e 40°.
Il metodo UGR (Unified Glare Rating) serve a valutare e a limitare l'abbagliamento psicologico diretto negli ambienti interni. La luminanza della sorgente luminosa, le sue dimensioni (angolo solido), la sua posizione (indice di posizione) e la luminanza dello sfondo influenzano il valore UGR, che di regola varia da 10 a 30. Più piccolo è il valore UGR, minore è l'abbagliamento.

Illuminamento

Illuminamento

Illuminamento E consigliato dalle norme CIE per diverse tipi di attività

Fondamentalmente la capacità visiva cresce all'aumentare dell'illuminamento. Sopra il 1000 Lux però essa cresce lentamente, per poi diminuire di nuovo per illuminamenti molto alti a causa del fenomeno dell'abbagliamento.
L'indicazione di illuminamenti indicativi ci dice però molto poco sull'effettiva percezione. Nell'occhio non viene rappresentato il flusso luminoso che incide su di una superficie - ossia l'illuminamento -, ma la luce emessa, trasmessa o riflessa da quella superficie. L'immagine sulla retina si rifà agli schemi di luminanza dell'oggetto percepito, all'effetto combinato creato da luce e oggetto.

Requisiti di sicurezza

Requisiti di sicurezza
Requisiti di sicurezza

Indicazione del grado di protezione (IP): Indicatore Y protezione dall'acqua

Grado di protezione

Gli apparecchi devono in ogni caso soddisfare i requisiti tecnici di sicurezza generici; ciò è garantito dal simbolo del collaudo. In alcuni casi gli apparecchi rispettano dei requisiti aggiuntivi, e ciò è indicato da ulteriori simboli. Per apparecchi che devono essere utilizzati in luoghi umidi, polverosi o in cui sussistono pericoli di esplosioni si hanno dei requisiti speciali. Gli apparecchi vengono quindi suddivisi per diversi gradi e classi di sicurezza, in cui la classe di protezione è il tipo di protezione dell'apparecchio da scosse elettriche, il grado di protezione si riferisce alle sollecitazioni meccaniche e alla penetrazione di polvere e umidità.

Requisiti di sicurezza
Requisiti di sicurezza

Indicazione di particolari qualità degli apparecchi e dei requisiti di sicurezza

Classi di protezione

Per il montaggio degli apparecchi di illuminazione su mobili o altri materiali infiammabili vigono altre specifiche norme antincendio.

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