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Struttura Guida
Photon mapping
ERCO Photon mapping
Il Photon Mapping funziona in modo simile al processo di Raytracing. Mentre il Raytracing funziona con raggi che partono dall'occhio, il Photon Mapping impiega i raggi che partono dalla sorgente luminosa. Il Photon Mapping funziona con particelle virtuali, cosiddetti "fotoni", dai quali la luce irradia nello spazio. Se incontrano una superfice vengono riflessi ed i valori luminosi vengono memorizzati. Una cartina a sé stante (Photon Map) memorizza le impostazioni dei fotoni. Non è quindi legata alle geometrie e può essere impiegata per le simulazioni con calcoli distribuiti sulla rete. La posizione del punto di vista può essere modificata senza eseguire nuovamente i calcoli - sebbene questa procedura non sia possibile interattivamente.
Quanti più fotoni presenta il modello, tanto più accurate saranno le transizioni nel Rendering e tanto maggiore sarà la quantità di calcoli da eseguire. Dopo una determinata quantità di riflessioni la cartina dei fotoni ha la precisione desiderata. In un ulteriore processo si possono fondere i punti con un'ulteriore procedura di calcolo detta Gathering.
Il Photon Mapping serve come base per successive procedure di calcolo. Per rappresentare al meglio i dettagli lo si impiega in combinazione con il Raytracing. Un metodo basato esclusivamente sul Raytracing può essere più dispendioso nei modelli con sorgenti luminose molto piccole e molto forti.