Das Lichtplanungsbüro Lam Partners Inc. entwickelte in Abstimmung mit dem Büro Gehry und in enger Zusammenarbeit mit ERCO zunächst das Licht- und dann das Leuchtenkonzept. Es entstanden 3000 Sonderleuchten nur für dieses Objekt. Es sind „amerikanische“ Leuchten, die 110 Volt für die Leuchtmittel verwenden, die in Europa eher unüblich sind. „Amerikanisch“ wirkt auch das Produktdesign: anders als sonst von ERCO gewohnt, zeigen die Leuchten eine gewünschte pragmatische Ruppigkeit. Das dominierende Merkmal der Leuchtenform ist die „snoot“, die „Schnauze“ – ein markanter Abblendzylinder. Er sorgt nicht nur für Sehkomfort durch Abschirmung der Lichtquelle, sondern dient auch zur Aufnahme eines Filtermagazins, das mit Filtern und Linsen bestückt werden kann. Die Justierung dieses Filtermagazins im Abblendzylinder kann ebenso wie die Ausrichtung des Lichtkegels fixiert werden.

Museo Guggenheim

Il museo Guggenheim di Bilbao si innalza a spirale sull'ambiente circostante di lotti industriali, strade di scorrimento e impianti portuali. Frank O. Gehry ha dimostrato con questo edificio quanto l'architettura sia in grado di portare permanentemente una città sotto le luci della ribalta internazionale. Ha creato per Bilbao un simbolo immenso e imponente, indimenticabile come la torre Eiffel di Parigi.

L'edificio con le sue forme espressive modifica sempre il suo aspetto: ogni prospettiva mostra un'immagine diversa, ogni variazione delle condizioni di luce si riflette sulla pelle scintillante in lamiera di titanio.

L'atrio alto 50 metri è il centro dell'edificio. L'effetto è quello di un concentrato di materiali e forme dell'intero edificio: pietra, vetro, titanio, curve, rette, opacità e trasparenze si ritrovano in un'interazione dei sensi. Da qui ponti, ascensori e torri di scale danno accesso alle gallerie e agli ambienti amministrativi e accessori.

Fondato come dependance del Guggenheim di New York, il museo di Bilbao è alimentato soprattutto dal ricco giacimento della collezione. Il governo basco mette tuttavia a disposizione anche uno stanziamento per acquisti. La tripla "Red Venus" di Jim Dines è uno dei primi acquisti effettuati del museo.

Il programma spaziale del museo include sale "classiche" e ambienti meno convenzionali, predestinati ad opere d'arte concepite specificamente per il luogo. La gigantesca galleria senza sostegni, lunga 130 metri e larga 30, offre uno spazio insolitamente vasto per opere monumentali.

Un primo schizzo del progetto di Frank O. Gehry decora come un logo la fascia sopra il bancone del caffè del museo. Uno sguardo sullo studio di Gehry a Santa Monica (sotto) chiarisce quanto sia importante il ruolo dei modelli nel processo di progettazione. Le forme trovate nel modello vengono successivamente trasferite in programmi CAD in uso all'industria aeronautica e qui rielaborati in progetti finiti per la costruzione.

Dopo il tramonto esce una luce calda dalle feritoie e dalle aperture vetrate praticate nell'involucro esterno del museo Guggenheim e il riflesso sulla superficie a scaglie evidenzia la natura plastica dell'edificio. Ancor più che di giorno, di notte il nuovo simbolo della metropoli basca desta l'impressione di un organismo vivente.

Per il montaggio dell'illuminazione negli spazi di dimensioni estreme del museo occorrono ponti sospesi, i cosiddetti catwalk che costituiscono un elemento tecnico in chiaro risalto all'interno dell'architettura. Gli alti soffitti richiedevano apparecchi particolarmente potenti per l'illuminazione d'accento. Molte caratteristiche dei faretti costruiti appositamente per questo progetto, come lo Snoot con cassetta filtro o la componentistica separata, sono confluite nello sviluppo della serie di faretti Stella. La scelta del tipo di lampade è improntata alla cultura americana della luce: sono impiegate lampade alogene a bassa tensione QR111 e lampade ad alogenuri metallici con riflettore PAR38 e PAR56.

In molte sale del museo la luce diurna zenitale penetra da intagli nell'involucro del tetto. Sufficiente per non estraniare i visitatori dalle condizioni di luce esterne, dall'ora e dalla stagione, ma troppo poca per illuminare adeguatamente le opere esposte. Nella maggior parte dei casi occorre una luce artificiale supplementare.

Altri partecipanti alla progettazione:

Direzione lavori: IDOM, Bilbao
Progettazione struttura portante: Skidmore, Owings & Merrill, Chicago

Superficie: ca. 24.000 m², di cui 11.000 m² di superficie espositiva in 19 gallerie.

Ultimazione: autunno 1997

Indirizzo:
Abandoibarra Et. 2
48001 Bilbao
Spagna

Informazioni telefoniche (+34) 94 435 90 80,


Altre informazioni attuali sul sito web del museo all'indirizzo:
www.guggenheim-bilbao.es

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