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Luce per vedere, guardare e osservare

Luce per vedere

Luce per vedere, guardare e osservare

Kelly indicò come prima e fondamentale forma della luce il concetto di "ambient luminescence", traducibile come "luce per vedere". Questo elemento provvedeva un'illuminazione generale dell'ambiente, assicurando che al suo interno fossero visibili lo spazio, nonché gli oggetti e le persone che vi si trovavano. Questa forma d'illuminazione, che fornisce la possibilità generale di orientamento e azione, per il suo indirizzo onnicomprensivo e uniforme coincideva in larga misura con le definizioni dell'illuminotecnica quantitativa. Tuttavia, a differenza di questa, la luce per vedere non era la finalità, bensì solo la base di una progettazione illuminotecnica che andava oltre. Non si cercava di ottenere un'illuminazione "di massa" con un supposto illuminamento ottimale, bensì un'illuminazione differenziata, costruita sul livello di base della ambient light.

Luce per guardare

Luce per vedere, guardare e osservare

Per arrivare a una differenziazione, Kelly introdusse una seconda forma di luce, da lui denominata "focal glow", traducibile come "luce per guardare". Con questa forma si assegnava per la prima volta alla luce il compito esplicito di contribuire attivamente alla trasmissione di informazioni. Si teneva conto così del fatto che le zone illuminate attirano istintivamente l'attenzione delle persone. Una distribuzione opportuna delle luminosità permetteva di mettere ordine nella congerie delle informazioni di un ambiente. Le zone con le informazioni più importanti venivano evidenziate da un'illuminazione accentuata, mentre le informazioni secondarie o fastidiose erano messe in secondo piano da un livello inferiore d'illuminazione. Si facilitava così la rapidità e la sicurezza delle informazioni. L'ambiente visivo veniva riconosciuto nelle sue strutture e nel significato dei suoi oggetti. Ciò valeva ugualmente sia per l'orientamento nello spazio - ad es. per una rapida differenziazione tra un ingresso principale e uno secondario - che per l'accentuazione di oggetti, ad esempio per la presentazione di articoli merceologici o per mettere in risalto la scultura più pregiata di una collezione.

Luce per osservare

Luce per vedere, guardare e osservare

La terza forma della luce, "play of brilliants" o "luce per osservare", derivava dalla consapevolezza che la luce non solo può guidare l'attenzione sulle informazioni, ma rappresenta un'informazione di per sè. Questo valeva in particolare per gli effetti di brillanza quali quelli creati da sorgenti luminose puntiformi su superfici a specchio o rifrangenti. Ma anche la sorgente luminosa stessa poteva essere percepita come brillante. La "luce per osservare" conferiva vita e atmosfera soprattutto agli ambienti di rappresentanza. L'effetto che si otteneva tradizionalmente con i lampadari a bracci e la fiamma delle candele poteva essere raggiunto anche in una moderna progettazione illuminotecnica con l'impiego mirato di sculture luminose o con la produzione di brillanza sui materiali illuminati.

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