Procedura per un confronto quantitativo della fedeltà ai colori
Resa cromatica dei LED
Le procedure di valutazione della resa cromatica delle lampade, come l’indice di resa cromatica Ra o TM-30, offrono un calcolo per valutare la fedeltà dei colori delle sorgenti luminose. A tal fine, sulla base di determinati colori campione, si confronta lo spettro di una sorgente di luce diurna con quello di una sorgente di luce di riferimento. Il valore così calcolato non offre un’informazione sulla resa dei colori in generale. Un elevato indice di resa cromatica non significa quindi per forza una buona resa cromatica per qualsiasi colore dei materiali illuminati. Siccome gli indici non sono una misura della capacità umana di percepire i colori, soprattutto per l’illuminazione dell’arte e nei negozi è consigliabile svolgere una campionatura visiva. I progettisti possono però fare riferimento agli indici per definire gli standard qualitativi minimi per la luce.

Così come definito dalle normative, l’indice di resa cromatica Ra valuta la fedelta dei colori di una sorgente luminosa diurna in confronto ad uno spettro di riferimento sulla base di otto colori campione non saturi. Un valore pari a 100 esprime una coincidenza con il riferimento, ma non per forza una resa cromatica autentica in generale. La procedura comprende inoltre altri sei colori, in parte saturi, come ad esempio il rosso, che però non rientrano nel calcolo dell’indice.

La procedura TM-30 confronta la fedeltà dei colori (Rf) tra la sorgente luminosa esaminata e quella di riferimento sulla base di 99 colori test, saturi e non saturi. Con la sovrapposizione grafica del gamut delle due lampade si può inoltre descrivere la saturazione dei colori (Rg). I progettisti più esperti possono così valutare l’effetto su ciascun colore illuminato. A seconda della materialità e della colorazione dell’oggetto illuminato, la saturazione delle singole tonalità cromatiche può essere percepita come visivamente piacevole, ma anche come distorta.